La fascite plantare insorge quando la fascia plantare è sottoposta a stress meccanici ripetuti che eccedono la sua capacità di adattamento. Capire cosa porta a questo sovraccarico è utile per il farmacista, che può così riconoscere i pazienti più a rischio e indirizzarli nel modo corretto.
Cause e meccanismi patogenetici
Fattori di rischio intrinseci
- Età (picco di incidenza tra i 40 e i 60 anni)
- Alterazioni della biomeccanica del piede, quali piede piatto, piede cavo o pattern di deambulazione anomali
- Iperpronazione, associata a maggiore stress sulla fascia plantare
- Retrazione dei muscoli del polpaccio o accorciamento del tendine d’Achille, con limitazione della mobilità della caviglia
- Eccesso ponderale, che determina un aumento del carico sul calcagno e sull’arco plantare
Questi fattori influenzano la distribuzione dei carichi sul piede durante la stazione eretta e la deambulazione.
Fattori di rischio estrinseci
I fattori estrinseci sono prevalentemente correlati all’attività fisica e alle calzature2-4:
- Stazione eretta prolungata o deambulazione su superfici rigide
- Attività ad impatto ripetuto, come la corsa
- Incrementi rapidi dell'intensità o della durata dell'attività
- Calzature inadeguate o non idonee, in particolare con scarso supporto o ammortizzazione
In molti casi, l’insorgenza dei sintomi è associata a modifiche recenti dell’attività o delle calzature.
Valutazione del dolore plantare del tallone in farmacia
La diagnosi di fascite plantare è prevalentemente clinica e si basa sull’anamnesi, più che sulla presenza di segni obiettivi. In farmacia, una prima valutazione può essere orientata all’identificazione di un pattern sintomatologico caratteristico e all’esclusione di red flag3-5.
Le principali domande da porre al cliente/paziente sono:
- In quale momento della giornata il dolore è più intenso (ad esempio, ai primi passi del mattino)?
- Il dolore tende a migliorare con il movimento e a peggiorare dopo l’attività?
- Si sono verificati cambiamenti recenti nell’attività fisica, nelle calzature o nel carico lavorativo?
- Il dolore è localizzato a livello plantare del calcagno o dell’arco?
Elementi come età, indice di massa corporea, attività lavorativa e livello di attività fisica contribuiscono a supportare il sospetto diagnostico.
Diagnosi differenziale del dolore al tallone
Il dolore al tallone non è esclusivamente riconducibile alla fascite plantare. In presenza di sintomi atipici, persistenti o associati a red flag, il farmacista dovrebbe considerare diagnosi alternative e raccomandare un approfondimento clinico.
Per ulteriori dettagli, si rimanda all’articolo: Non solo fascite plantare: le principali cause del dolore al tallone
Criteri di invio a valutazione specialistica
La valutazione da parte del medico di medicina generale, fisioterapista o podologo è indicata quando:
- Il dolore è severo o in progressivo peggioramento
- I sintomi persistono nonostante un adeguato trattamento conservativo
- Il dolore limita in modo significativo le attività quotidiane o lavorative
- Sussiste incertezza diagnostica
Un invio precoce favorisce una diagnosi accurata e un intervento terapeutico appropriato.
Il ruolo del farmacista
L’identificazione dei fattori di rischio più comuni e dei pattern sintomatologici tipici consente al farmacista di riconoscere precocemente la fascite plantare, offrire un primo inquadramento e suggerire al paziente di consultare il proprio medico nei casi indicati.


